La Storia insegna. Nella vittoria e nella sconfitta. Nello sport come nella vita.
 
La vittoria ti rende grande. Indubbiamente. Incide il tuo nome nella Storia. Ma e’ il modo in cui affronti la sconfitta che ti rende veramente un signore. E ieri abbiamo assistito -per l’ennesima volta ma comunque fedele alla loro tradizione- ad atteggiamenti da esseri piccoli piccoli. Sì, ominicchi. I fischi durante l’inno italiano, il calpestare il tricolore fuori dallo stadio, il pestare il tifoso avversario, per concludere con lo spettacolo indegno dei giocatori che disertano la premiazione dei vincitori e sfilano in un nano secondo la medaglia dal collo dei secondi arrivati. Neanche fosse la peste, ma solo perché intrisa della loro peggiore invidia. Ed incapacità di dare valore anche alla sconfitta.
 
E tutto questo dopo essersi inginocchiati ad inizio partita. Ma solo sulla loro innata ipocrisia. Quella sì famosa in tutto il mondo, da meritare la medaglia d’oro.
 
Potete anche vantarvi del vostro English “style” (l’eufemismo e’ d’obbligo), delle vostre impolverate etichette dettate nei secoli dai vostri sovrani, per i quali sarete solo dei poveri sudditi. Schiavi delle loro anacronistiche stupidità. Ma il passo di rimanere non distanti da quei barbari incivili che conobbe e conquistò Giulio Cesare prima e l’imperatore Claudio dopo, e’ veramente breve.
La Storia non dimentica. Ed insegna.
 
God save Italy. E gli Italiani: un popolo con mille difetti ma di certo più signore. E che troppo spesso dimentica con colposa facilità, daltonico come e’ nel vedere l’erba del proprio vicino sempre più verde.
 
Fermiamoci ogni tanto ad ammirare, con orgoglio, quel verde che brilla nel nostro tricolore. E da quelle radici solide troveremo la forza di volare. Ancora.
 
Grazie, Italia.
 
 
 

Dott.ssa Daniela Manno
Presidente Nazionale PIÙ

 

 
Dal Corriere della Sera: Timbravano, poi andavano a correre o a fare la spesa: Palermo, scovati 28 “furbetti” del cartellino.
 
“Ora, a parte che, ahi noi, una storia simile non fa più notizia, mi spiegate perché -ed avviene spesso- colui che ha una partita iva viene associato ad un evasore seriale a prescindere -con tanto di risatina per sottolinearlo- e chi “corre o va a fare la spesa” mentre avrebbe dovuto occuparsi di altro, per cui è pagato dalla collettività, è un furbetto?
 
Non lo è! Per quanto mi riguarda è un LADRO. Punto.
Ed anche della peggiore specie.”
 

Dott.ssa Daniela Manno
Presidente Nazionale PIÙ

 

Più Partite Iva Unite ringrazia il Dott. Giovanni Masotti ed il Segretario Regionale Lazio Dott. Gianfranco Piazzolla per l’importante ed ampio spazio riservato al nostro Partito. PIÙ crede fortemente nella vicinanza alle realtà locali -con le loro tipiche e distinte problematiche territoriali- ed in questo contesto l’informazione capillare gioca un ruolo decisivo nel cogliere le relative criticità, anche sul problema della sicurezza, e nel portarle all’attenzione di chi di dovere. “Agire localmente per pensare globalmente” a tutela delle piccole e medie imprese e di ogni cittadino che, attraverso un percorso di libertà, crescita, sviluppo, meritocrazia, intendono migliorare il futuro del nostro Paese, insieme ed attraverso PIÙ.

Dott.ssa Daniela Manno
Presidente Nazionale PIÙ

 

Qui l’articolo completo: https://www.lamiacittanews.it/la-sfida-di-piu-partite-iva-unite-libera-impresa-giustizia-sociale-snellimento-della-burocrazia/

Il 26 marzo è stato pubblicata una ricerca di Lancet sui dati di 7,3 milioni di studenti che sostiene che non c’è correlazione significativa tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza.

Sempre il 26 marzo il Tar del Lazio con due pronunce dispone che siano riviste le norme in tema di scuola perché carenti di istruttoria e prive di sufficienti dati scientifici a supporto.

Il tribunale ha richiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri di “riesaminare le misure impugnate adottando, all’esito del riesame, un provvedimento specificamente motivato” e ha ritenuto congruo “assegnare come termine il 2 aprile 2021”.

Nel frattempo il Presidente del Consiglio Draghi ha dichiarato che si tornerà in classe anche in zona rossa dopo Pasqua, per tutti gli alunni fino alla prima media.

Ora a seguito di questi recentissimi eventi e a seguito delle diverse manifestazioni a cui stiamo assistendo, non da ultime quelle avvenute anche nella giornata di ieri 28 marzo, mi piacerebbe riflettere solo su alcune considerazioni.

  • Quale differenza c’è tra i bambini della prima media e quelli di seconda e terza? Perchè questi ultimi NON possono tornare a scuola dopo Pasqua? Siccome tutto si basa su evidenze scientifiche, come cittadino, esigo che mi vengano mostrate quelle evidenze scientifiche che dimostrino che i bambini in questa fascia di età sono focolai del virus……..o forse devo malignamente pensare che, siccome il bonus babysitter viene erogato solo fino all’età di 14 anni, rimandandone una parte a scuola in presenza si riduce drasticamente la platea degli aventi diritto?
  • Quale scuse dovremo ancora raccontare ai nostri ragazzi delle scuole superiori ed università che sono chiusi in casa ormai da 1 anno, quando ormai è più che risaputo che il problema non sono loro, ma ciò che circonda il loro movimento, in primis i trasporti?
  • Che scusanti avremo quando, nel nostro totale immobilismo, tra qualche anno si renderà noto che la “colpa” non era loro, ma molti di loro hanno subito importanti conseguenze?
  • Come giustifichiamo i gruppi di persone che nel weekend e non solo, fanno gite nei parchi e parchetti, mentre le scuole continuano ad essere chiuse?
  • Ed infine………in primis come genitori e poi come cittadini, quanti di voi accettano di lasciare che ai propri figli vengano “tarpate le ali” senza provare ad avere elementi sicuri che portino a questo? Come si può accettare di subire che il nostro futuro, ossia i nostri figli, sia completamente chiuso in 4 mura senza la libertà di conoscere, apprendere, crescere e vivere?

Riflettete………è il momento di riflettere, comprendere ed agire per difendere e tutelare la libertà di vivere.

Alessandra Raveane

Segretario Regione Lombardia PIU’ Partite IVA Unite

-Indennizzi equi
-Credito d’imposta
-Semplificazioni reali
 
Sono solo alcune delle proposte inviate da PIÙ – Partite Iva Unite al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e ai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. Tutelare i professionisti, autonomi e imprenditori italiani per ripartire, per costruire il nostro futuro e una nuova prospettiva, per tutelare le nostre eccellenze e valorizzare la competenza ed il merito, per un nuovo “Progetto Italia”.

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Era il 26 luglio del 2012, questa frase, pronunciata a Londra da Mario Draghi, divenne “il simbolo” del salvataggio della moneta unica e del sogno europeo.
La stessa frase è stata “rispolverata” nel 2020 per il salvataggio dell’Italia dalla crisi pandemica ed economica, esprimendo concetti fondamentali:
“Abbiate coraggio cari politicanti”
“fate debito buono per tutelare il tessuto economico del paese”
“Siate il vostro futuro, senza dipendere da altri e da nessuno”
“whatever it takes”, “Ad ogni costo”, e se pensiamo al Governo Giallorosso, forse questa frase è stata presa nel senso filosofico sbagliato, perché, con una piccola aggiunta letterale, la frase è diventata, “LA POLTRONA, WHATEVER IT TAKES”, e senza starci a ripetere troppo le cose più volte dette, il risultato oggi è palese.

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Siamo così inflazionati da pseudo opinionisti del fisco che le eresie con cui questi si riempiono la bocca ed alimentano i media oramai bivaccano sopra quella linea di confine altalenante tra il comico soggettivo ed il tragico oggettivo. Dove nella zona di equilibrio l’italiano medio viene, sapientemente e spesso a sua insaputa, imprigionato. Oramai immune da questo bombardamento martellante, tutto gli scivola via passivamente. E spesso, per sfinimento, anche lo spirito critico preferisce la quiete del letargo.

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